“Una fede che abita la città”: al MEI il confronto promosso da AGESCI su partecipazione e bene comune

La storia dell’impegno dei cattolici a Genova ha incontrato le sfide dell’integrazione e la responsabilità educativa dei capi scout.

Genova, 9 ottobre 2026 – Quale contributo poteva offrire la fede alla vita della città? Come si traduceva in partecipazione, servizio e responsabilità verso gli altri? Sono state le domande al centro di “Una fede che abita la città. Genova città profetica per l’impegno politico dei cattolici”, la tavola rotonda che si è tenuta al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, promossa nell’ambito del Campo di Formazione Associativa AGESCI Cinque Terre.

Il confronto ha riunito Alberto de Sanctis, professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università di Genova, cui sono state affidate la moderazione e l’introduzione storica; Cristina Lodi, assessora al Welfare e ai Servizi Sociali del Comune di Genova; Emanuele Barisone, direttore della Fondazione Auxilium; e Adriano Patti, già magistrato della Corte di Cassazione, impegnato nell’educazione alla legalità e nella formazione socio-politica.

Il percorso proposto ha preso avvio dalle diverse esperienze cattoliche che hanno attraversato la storia genovese, richiamando figure come don Piero Tubino, don Andrea Gallo, il cardinale Giuseppe Siri e tanti altri. Percorsi e sensibilità differenti hanno offerto l’occasione per interrogarsi sul rapporto tra fede, scelte pubbliche e trasformazioni della città.

Dalla memoria, lo sguardo si è spostato alle responsabilità del presente: l’integrazione, il contrasto all’emarginazione, l’ascolto delle fragilità, la tutela dei diritti e la costruzione di comunità capaci di accogliere. La politica è stata così considerata nella sua dimensione di civitas: cura della comunità cittadina e impegno perché ciascuno potesse sentirsi parte della vita comune.

Per i capi scout, l’incontro ha rappresentato un’occasione per approfondire il legame tra servizio educativo e cittadinanza. Il riferimento è stato alla scelta politica del Patto associativo AGESCI, che richiama gli educatori alla responsabilità verso il territorio e il bene comune. Conoscere la storia dei luoghi, incontrare chi vi opera e comprenderne le contraddizioni ha aiutato a offrire a ragazze e ragazzi esperienze concrete di partecipazione, solidarietà e costruzione della pace.

La sede del MEI ha dato ulteriore significato al confronto: un luogo dedicato alla memoria delle migrazioni, nel cuore di una città da sempre attraversata da partenze, arrivi e incontri tra culture.

L’AGESCI, Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani, accompagna bambini, ragazzi e giovani nella crescita attraverso il gioco, l’avventura, la vita all’aperto e il servizio. In Liguria conta una sessantina di gruppi e circa 6.500 soci tra ragazzi e capi, adulti volontari impegnati nell’educazione e nella propria formazione.

 

Informazioni: www.liguria.agesci.it – www.cfacinqueterre.it

 

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